Rai 2

Ernesto Mauri, il ritratto di Denise Pardo

mauriblog«Il futuro è nei libri». Con questa frase, strabiliante in un paese dai lettori dormienti, Ernesto Mauri ha definito l’acquisto di Rcs Libri da parte di Mondadori di cui è amministratore delegato. Dando così vita a Mondazzoli, nome che non gli piace affatto, che controllerebbe il 35 per cento del mercato trade e che ha provocato anche timori di monopolio o di concentrazione anomala. Ora è sotto esame dell’Antitrust. Un cambio di verso per l’editoria. Una sfida per Mauri, un lombardo solare, classe 1946, che ha passato la vita nelle case editrici, nostrane e internazionali, tranne qualche scappatella nei media tv. E’ stato in Rusconi ed erano anni d’oro. Poi in Mondadori, dove in un periodo boom per l’editoria ha ricoperto un’infinita serie di cariche nel gruppo della famiglia Berlusconi. Nel 2000 passa a Telecom Seat che progetta il famigerato Terzo polo tv e prepara il lancio di La 7. Ma è una parentesi prima di riprendere le fila della vecchia passione: i periodici. Ne inventa tre questa volta per Urbano Cairo. Nel 2007 il ritorno a casa, via Parigi al vertice di Mondadori France, e poi di nuovo in Italia come ad del gruppo. Considerato un risanatore e un tecnico di periodici, è stato nominato Chevalier della cultura da Frederic Mitterand. Teorico delle larghe intese editoriali, ora Mauri gioca una partita ambiziosa, un investimento a due velocità: il digitale e i libro. Per il primo è nella norma. Per la fede nei libri, quasi rivoluzionario.

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