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PART TIME AGEVOLATO, le istruzioni per l’uso di Dario Vergassola

partimeSe avete un contratto a tempo indeterminato da almeno 20 anni, e ve ne mancano solo 3 alla pensione c’è una buona notizia per voi. Potreste passare al part-time e vedere versati i contributi come se continuaste a lavorare full time. E’ previsto dal decreto Poletti sul tempo parziale agevolato, e riguarda i lavoratori che maturano i requisiti minimi di contribuzione per la pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018. Al part time incentivato si accede accordandosi direttamente con la propria azienda e firmando un contratto di riduzione dell’orario di lavoro tra il 40 e il 60%.

Il reddito, poi, dovrebbe stabilizzarsi attorno al 65% dell’ultima busta paga intera. La retribuzione sarà composta dallo stipendio dovuto per il part-time e da una somma esentasse che corrisponde ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sull’orario non lavorato. (Avete sentito bene) Ma c’è di più: lo Stato coprirà con i contributi figurativi la retribuzione persa, in modo da salvaguardare l’intero importo della pensione quando scatterà l’età per ritirarsi definitivamente dal lavoro. Attenzione però: il tempo parziale agevolato per ora è possibile solo per i lavoratori delle aziende private. E il contratto di riduzione dell’orario potrà durare un massimo di 36 mesi, fino al pensionamento. Se volete passare al part time, quindi, procuratevi all’INPS la certificazione che attesta che avete raggiunto il requisito contributivo e che avrete quello anagrafico entro la fine del 2018. Ma fate presto! I fondi potrebbero non bastare per tutti.

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